Vino Bianco...o Giallo? - Parte 2

23 Luglio 2020
degustazione

[LEGGI L'ARTICOLO PRECEDENTE - Vino Bianco...o Giallo? Parte 1]

Premettiamo che non abbiamo una risposta definitiva a tale quesito, ma è stato certamente interessante effettuare una piccola ricerca su questa piccola curiosità, piuttosto diffusa tra i wine lovers di tutto il mondo.

Le soluzioni più gettonate al nostro enigma sono sostanzialmente due.

La prima si riferisce alla nostra generale tendenza, nel linguaggio, a semplificare la realtà: così come chiamiamo nero un the dalla tinta più propriamente rossastra, il termine bianco andrà a definire tutte le uve e i vini che presentano tinte chiare o, per meglio dire, non-rosse.

In questo senso è anche possibile spiegare l’ulteriore, recente sviluppo del linguaggio vitivinicolo che ha assegnato il colore arancione a quella particolare tipologia di vini prodotti con uve a bacca bianca tramite vinificazione in rosso e, nella fattispecie, secondo metodi biologici e biodinamici. Nonostante il procedimento produttivo comporti una colorazione particolarmente intensa di questi vini, che spesso assumono tinte veramente aranciate, possiamo notare come in questo caso il riferimento cromatico sia utilizzato più che altro per identificare una filosofia produttiva, definendo così una categoria (orange wines) che a sua volta semplifica lo spettro cromatico dei vini che riunisce.

Un’altra possibile spiegazione della scelta di definire bianchi uve e vini tutt’altro che candidi potrebbe fornirla un ragionamento di tipo psicologico sul nostro linguaggio: il termine bianco suggerisce infatti un potente riferimento alla pulizia e alla purezza, caratteristiche essenziali per un vino di qualunque tipo, ma assolutamente imprescindibili per un bianco, nel quale limpidità e brillantezza sono, per definizione, elementi chiave.

Da ultimo, ma non per importanza, va anche rilevato come il colore giallo messo in relazione a una bevanda potrebbe potenzialmente ispirare analogie poco gradevoli, e non escludiamo che anche questo fattore sia stato determinante nel consolidamento della preferenza del termine bianco.

Tutte queste considerazioni, in modo particolare l’ultima, vengono tuttavia a decadere nel momento in cui ci apprestiamo a descrivere il colore del nostro vino: il lessico della degustazione prevede infatti il riferimento a una scala cromatica fondata sulle diverse modulazioni di tonalità e intensità proprio del colore giallo …a perfetta dimostrazione che tale è il vero colore del vino bianco!

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