Il Vino del Mese: "Caveja"

07 Aprile 2021
degustazione

A Gennaio abbiamo deciso di inaugurare la nostra annuale rassegna di degustazioni riprendendo lo spunto con il quale avevamo concluso l’anno passato, ovvero la presentazione di una coppia di vini. Prima con Potente e Sintria, ora con Il Sapiente e Caveja, il nostro intento vuole infatti essere quello di non limitarci a una semplice descrizione dei prodotti in sé per sé, ma di offrire ai nostri lettori, tra le righe di queste degustazioni, anche un’immagine, un racconto sincero del nostro lavoro e della nostra passione.

Attraverso il Cabernet Sauvignon e il Merlot della linea Santerno Wines abbiamo mostrato la capacità del nostro territorio di accogliere e interpretare la grande tradizione internazionale: ora, con le variazioni di Sangiovese del brand Conte Zardi vorremmo provare a illustrare due progetti attraverso i quali, al contrario, il più genuino spirito romagnolo ha saputo proiettarsi con successo ben oltre i confini nazionali.

Ma mentre Il Sapiente ci ha offerto un ottimo esempio di come sia stato possibile perseguire - e potremmo ben dire… raggiungere!! - questo obiettivo attraverso un significativo apporto di Syrah all’interno dell’uvaggio (15%), con Caveja assistiamo a un vero e proprio capolavoro di enologia al 100% made in Romagna

Rispettando le medesime proporzioni, il Sangiovese Rubicone I.G.P. “Caveja” compone infatti il proprio uvaggio con Sangiovese (85%) e Malbo Gentile (15%), due vere e proprie eccellenze della viticoltura regionale emiliano-romagnola.

La filosofia sottesa al blend resta la medesima: proprio come Il Sapiente, Caveja non presenta una semplice somma delle caratteristiche organolettiche dei due vitigni bensì persegue il ben più ambizioso obiettivo di una loro integrazione per creare un profilo assolutamente originale, ed è proprio in quel “piccolo” 15% che possiamo riconoscere il nucleo da cui scaturisce il carattere del vino.

Il potente apporto colorante - con i suoi voluttuosi riflessi violacei - è solo il primo indizio del pregevole apporto del Malbo Gentile, che ancor più chiaramente si rivela al naso arricchendo il corredo di note fruttate del Sangiovese: l’esame olfattivo è un vero e proprio trionfo di frutti rossi maturi, succosi, la cui dolcezza ricorda gli aromi che accompagnavano i sapienti preparativi delle marmellate nelle cucine delle nonne. E proprio come irresistibili erano gli assaggi di quelle confetture mentre ancora sobbollivano nelle grandi pentole sui fuochi della cucina, così Caveja saprà fatalmente attrarci a proseguire la nostra degustazione. 

Caldo, vellutato, già dal primo sorso questo splendido Sangiovese abbraccerà il nostro palato per riproporre, con perfetta coerenza, le golose sensazioni fruttate rilevate al naso, incorniciate dalla suggestione terziaria conferita dall’affinamento in legno (4/6 mesi in botte grande di rovere francese).

Il corpo è pieno, rotondo, sapientemente equilibrato fra le sue componenti morbide - residuo zuccherino e importante spalla alcolica - e le parti dure, tra le quali spiccano la sorprendente freschezza - che interviene a sostenere e amplificare le sensazioni fruttate e dolcemente speziate - e il perfetto tannino, netto ma mai invadente. 

In tavola Caveja risulta il vino ideale per i più diversi abbinamenti: dalla cucina tradizionale romagnola (tagliatelle al ragù, tortelli di patate al burro e salvia, castrato alla brace) alle preparazioni di ispirazione più internazionale (carne affumicata, costine di maiale in salsa barbecue, pulled pork, pastrami), senza farci mancare ghiotte tentazioni di abbinamento con piccola pasticceria e torte a base di pasta frolla.

Per chi segue il nostro blog e giunge a questo articolo dopo aver letto il precedente intervento dedicato alla descrizione de Il Sapiente (se non siete fra questi, potete facilmente recuperare cliccando qui) sarà stato di certo piuttosto semplice cogliere numerosi punti in comune tra i due vini, tanto da un punto di vista produttivo (struttura dell’uvaggio, tipologia di affinamento) quanto da quello organolettico (integrazione dei sentori tipici delle due varietà di uva, consistenza, calore…).

Al nostro pubblico, che speriamo possa essere sempre più numeroso oltre che incuriosito dalle nostre pubblicazioni, vogliamo dedicare un piccolo consiglio finale… per cogliere a pieno i punti in comune così come le specifiche caratteristiche che rispettivamente legano e contraddistinguono Il Sapiente e Caveja vi suggeriamo una degustazione parallela: posti fianco a fianco i due calici sapranno svelarvi la propria anima più autentica, stimolando come non mai la vostra fantasia e curiosità, e, cosa in assoluto più importante, vi offriranno molteplici, appassionanti spunti di confronto con i vostri compagni di degustazione…

…poiché, proprio come diceva re Edoardo VII

“Il vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva, Si gusta, si sorseggia e… se ne parla!”

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