Apparentemente la risposta a questa domanda sembrerebbe alquanto semplice e scontata. Ma perché è importante conoscere alcuni particolari legati alla vendemmia? Perché questi possono incidere in maniera importante sulla qualità del vino e sul suo valore.
Intanto parliamo della conformazione dei vigneti.
In Italia, in base alle caratteristiche del territorio e alle differenze climatiche la “forma di allevamento” può variare. È vero, pare strano parlare di allevamento riferito alla vite, ma per “forma di allevamento” si intende la forma che la pianta assume in seguito alla potatura. In Italia le più comuni sono:
Poi anche la conformazione del terreno incide molto. Ad esempio, nei territori collinari non è sempre molto semplice effettuare la vendemmia. Per coltivare la vite in molte regioni italiane con colline molto ripide vengono creati dei “terrazzamenti”, ricavati con muri di pietra, che sostengono il terreno coltivato formando una sorta di scalino che segue la curva dellla collina o della montagna.
Questa spiegazione aiuta a capire il perché alcuni vini liguri, della Valtellina o campani hanno dei prezzi più alti, prezzi proporzionati ai costi sostenuti non solo per il mantenimento annuale ma anche per la manodopera utilizzata per effettuare la vendemmia.
Questo ci introduce ad un altro aspetto della vendemmia: a mano o meccanizzata?
La vendemmia manuale garantisce un'elevate qualità delle uve raccolte e del prodotto finale. Il vendemmiatore, infatti, grazie alla propria esperienza e alle proprie conoscenze, può selezionare con la massima cura le uve che si trovano nelle migliori condizioni e che hanno raggiunto il grado di maturazione ideale per la produzione di una determinata tipologia di vino. Inoltre, la vendemmia manuale preserva l’integrità dell’acino, riducendo il rischio di pericolose rotture delle bacche, con conseguente fuoriuscita del mosto, e proteggendo l’uva da pericolosi fenomeni ossidativi che comprometterebbero la qualità del vino. Tutto questo dipende dalla capacità, dalla precisione e dalla sensibilità del vendemmiatore, ad esempio nell’uso di piccoli contenitori che non comportino troppo schiacciamento dei grappoli o nel far sì che il carro dove viene caricata l’uva non si scaldi eccessivamente provocando la fermentazione dell’uva.

La vendemmia meccanica è quella che avviene ad opera di apposite macchine, chiamate “vendemmiatrici”, che raccolgono i grappoli d’uva scuotendo la pianta. Rispetto a quella manuale, questa tipologia di vendemmia riduce notevolmente sia i tempi di raccolta, perché la macchina è più veloce ed è in grado di raccogliere una maggiore quantità di uva in un minor lasso di tempo, sia i costi della forza lavoro, con spese di produzione inferiori. Gli svantaggi di questa pratica riguardano la qualità e l’integrità delle uve.
Si comprende bene quanto anche come viene fatta la vendemmia è un aspetto da considerare per valutare la qualità ed il valore di un vino.
I vini realizzati da Tenute d’Italia sono tutti realizzati con uve raccolte a mano, questo per preservare al meglio le uve e i successivi processi di fermentazione.
Quando inizia normalmente la vendemmia? Non c’è una data stabilita. Di base, i viticoltori di esperienza, prima di fissare una data di inizio, fanno tutte le dovute analisi per verificare le caratteristiche dell’uva (ph, polifenoli, ecc). In base alla tipologia di uva e al grado di maturazione che si vuole ottenere generalmente il periodo di vendemmia va dal mese di agosto al mese di novembre.
Quest’anno, ad esempio, noi di Tenute d’Italia, dopo aver effettuato le analisi, abbiamo verificato che il Pignoletto aveva tutte i valori ottimali per essere vendemmiato. Così a metà agosto la nostra squadra ha iniziato la raccolta a mano.
La fase successiva alla raccolta è la vinificazione. Ricordi come si fanno la Vinificazione “in Rosso” o “in Bianco”?
Clicca sui link sotto riportati e buona lettura!
[Our] White Vinification: Harvesting - part 1
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